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età del rame |
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22) Nella zona di Poia c'è una località "Bunù". È' interessante una località tra Ponte e Saviore è chiamata "in Bonda". Si tratta di un tentativo di comprensione della forma primitiva "Bunt", che è un aggettivo che significa: minerario. 23) A Ponte c'è, nel 1548, Biti de Bonet. 24) Nel 1685 c'è un prato con delle chiusure. 25) Nel 1817 c'è un prato. 26) Una miniera simile, sempre sul versante della Valcamonica, si trova nel territorio del comune di Berzo inferiore. 27) Nel 1685 viene detto anche Nosbotal sotto il castello. 28) DOCUMENTI MINERARI VENETI: "8.6.1667. Detto loco nella montagna detta la Vale, comunale nel commun di Cevo; il suddetto (Arigoni); miniera pure di quelli metallo che si ritroveranno e questa nelle debite distanze della minera di Giacomina Canzera suddetta investita giusto l'investitura al numero 118". "13.8.1667 ... nel monte detto Val Comunale, nel comun di Cevo ... minera di quelli metalli si ritroveranno, confina a mattina col monte Saviore, a mezzodì il monte Grio detto Cenola, a monte il monte di Sonce e quello di Garda et a sera il monte di Pes, giusto l'investitura numero 135. E' abbandonata da molti anni in qua, il rame è di buona qualità, ma assai dispendioso il cavarlo per diverse cause e come nella nota ut supra". Non è ben definita la seguente miniera: "4.1.1674. Posta in Valcamonica nella montagna di Cef; Zan Maria Arigoni quondam Francesco di Bergamo; miniera dimostrante vena di rame o altro metalo tra li confini giusto l'investituta al n. 269. Questa miniera è abbandonata". 29) Nel 1864 Conti Simone fu Carlo è magazziniere delle privative. 30) Si tratta di una contrada vicino al campo al Tosa. 31) Nel 1584 c'è un campo. C'è anche una forma "Cavasca" o "Coderecla". 32) DOCUMENTI MINERARI VENETI: " 20.3.1700. A Domenico Comincino et Matteo Monello habitanti nella terra di Cef tre minere dimostrante rame et ogn'altro metallo, ecettuato però cristallo, la prima nel monte di Carvignon del detto comun di Cef (a mattina la Valle del Carvignon, a sera la Val del Monte del Berz), la seconda del comun di Savior nel monte nominato Marzer dimostrante rame et altro come sopra (confina a mattina la Val Cava et parte le Selle, a sera il bosco di pagara dei sopradetto comtin et a monte la cima di detto monte), la terza dimostrante rame nei monte di Sone nella Val di Cap (a mattina Capo di Sone, a mezzodì l'aqua nominata la Val Larga, a sera et monte la cima del monte chiamato Molinelli), investitura n. 1184; non sono andanti né da alcuno lavorate". 33) Nel 1564 c'è un prato. 34) Nel 1554 è ricordato Zuan. 35) " Pagano un livello gli eredi di Maria del fu Manfredo Magnini. Si tratta di un campo di venti tavole e paga un livello di una quarta di segale, un'altra di formento e tre libre e mezza di formaggio. 36) Proprietà di Cristoforo del fu Batta Rampone. 37) "Nel 1727 il frer di Ponte costruisce chiavi e serrature, mentre a Demo i Bianchi, provenienti da Malonno, sono chiamati Frer . A Grevo, nel 1790 c'è Simone Pedretti della Frera. 30) C'è anche la forma "a Prapusei", dove c'è un prato nel 1685. 39) Comino fu Maffeo de' Poz sposa Catarina delli Tosi il 14.7.1567 40) Nella stessa contrada c'è una pista per far scendere il legname chiamata "menador del Pozzo dell'orso". 41) Nel 1685 c'è un prato. 42) L'idea della buca è espressa anche dal latino "fovea", nella forma Fobio, che anticamente veniva pronunciata in forma accentata "Fobiò". A Ponte, nel 1629, vive Jo Maria Fossino. 43) Nel 1465, sempre a Valle sono ricordati gli eredi di Joanino fu Martino Tambini. 44)Nel 1554 la località è definita contrada di Nongolino. 45) Epistola 2,17, 22 "Junctum est cubiculum noctis et somni. Non illud voces servolorum, non maris murmur, non tempcstatum motus non fulgurum lumen, ac ne diem quidem sentit, nisi fcnestris apertis. Tam alti abdicitque secreti illa ratio, quod interjacens andron parietem cubiculi hortique distinguit atque ita omnem sonum media inanitate consumit". (C'è unita la camera per la notte e il sonno. Lì non si sentono le voci dei servi, non il mormorio del mare, né il movimento delle tempeste, né la luce dei fulmini, né ci accorge del giorno se non con le finestre aperte. Il motivo di un ambiente talmente segreto sta nel fatto che c'è un corridoio (andron) che separa la camera dall'orto e così ammortizza ogni suono con questo vuoto intermedio). 46) Che l'appellativo "miniere e gallerie" fosse una designazione antichissima della Valcamonica è rilevabile nel nome Lovere, che in dialetto si dice "Luer", il nome esatto delle miniera (Lua/Loa). Il viaggiatore che percorreva la Vai Cavallina e arrivava allago, incamminandosi per la valle, vedeva "luere", gallerie. Tale nome è molto precedente alla definizione romana di Res publica Camunnorum. 47) DOCUMENTI MINERARI VENETI: "8.7.1708. A Zuan Pradella una miniera dimostrante rame et altro che si puotesse ritrovar nei comun di Cevo nei luogo detto Andrista nei monte di l'Andrevena, confina a mattina la Valle dell'aqua che passa per detta Andrista, a mezzo giorno la strada che va a Berzo et campi della Torre, a sera la Valle dell'aqua dei monte Berzo e Demo, a monte il detto monte dell'Andrevena, investitura n. 1202: Giovanni Maggione vi ha cavato, ma l'ha abbandonata". |
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48) "1811. Varietà di notisiole raccolte dai notai Cristoforo Boldini di Saviore e Giacomo Gaetano Pedercini di Malegno. . . .In questa comune di Saviore trovasi dei mucchi di bellissima e minutissima sabbia tutta brillante e lucente di minuta scaglia di color d'oro e d'argento comoda per chi scrive e bella per poco che si purifichi dalla parte troppo farinosa e minuta. In questa comune di Saviore pure trovasi una roccia i cui rottami di pietra di color nerastro sono pesantissimi assai più che se contenessero del ferro o piombo: in essa roccia evvi come un'antro o antica cava da dove secondo una memoria scritta sui registri comunali di Saviore una certa signora o monica fece levare un poco di quel materiale e fattoselo recare a Brescia lo fece analizzare e vi scoprì dell'oro, dell'argento, della marchesetta, del zolfo ed altri fossili prinicipi assai belli, ma però in sì poca quantità che non regge e compie la spesa". 49) Nel 1612 la campana di Saviore viene inviata, per la rifusione ai Fanzaghi di Clusone. Mezzo secolo dopo si ripresenta il problema e questa volta della campana s'interessa il Castelnuovo di Cedegolo. Vicinia di Saviore, deliberazioni ad annum: "Saviore 28.12.1674. Avendo mancato il sig. Andrea Castelnovo del Cedegolo al debito assontosi nella scrittura di vendita fatta da questa vicinia allo stesso del bosco al Pesce e Blivia Longa di proveder il metallo per la facitura della campana perciò fu proposto da consoli di mandar parte di eleggere persona con la facoltà alla medema di scodere dal suddetto anco in via giuridica quel tanto fu convenuto ed accordato in essa scrittura". |